L’ ANIMA DEL LAVORO

Il nostro lavoro è principalmente dedicato alla ricerca e alla sperimentazione di nuove forme del fare teatro dove il racconto si intreccia armoniosamente alla musica, al canto e alla danza, dove l’ antico e il nuovo, il passato e il presente, possano misurarsi in uno stesso spazio, dove la tradizione possa trovare punti di incontro con la contemporaneità, in un dipanarsi di contenuti, emozioni, immagini e sapori capaci di attrarre un pubblico trasversale di giovani e meno giovani uniti da un sentire comune. Studiamo la storia, incontriamo la gente, leggiamo libri, ma soprattutto ascoltiamo le vecchie generazioni e allora ci si apre un mondo nuovo, un mondo che sa di saggezza, di voce rauca, di occhi sbiaditi, di mani tremanti piene di vene azzurre, di sguardi teneri, di occhi pieni di sorrisi e di lacrime.
E allora restiamo ore, giorni ad ascoltare le loro incredibili storie, non vogliamo che si perdano, e così ci facciamo raccontare di viaggi, di incontri, del passato.

LA POETICA

Ci siamo costruiti a Cadegliano un luogo di pace e di meditazione in cui il tempo sembra avere un altro ritmo, dove c’ è ancora posto per il silenzio e dove l’ incontro non è fugace. Si è così creato, nel tempo, un laboratorio attivo di ricerca nel quale attori, registi, musicisti, ballerini, scenografi e  costumisti si confrontano su esperienze artistiche differenti, si scambiano linguaggi  teatrali, dal teatro d’ attore a quello clownesco, dal teatro di movimento alla danza, dal teatro di narrazione al teatro circense, dal mimo all’ acrobatica.  Il potenziale di ognuno viene esplorato, messo a disposizione, studiato, rielaborato e infine condiviso  attraverso una catena di contaminazioni reciproche.  E’ da questo processo evolutivo che emerge lo spettacolo. Contenuto e stile sono per il Teatro Blu due aspetti di pari valore. Il lavoro trae origine da studi, contaminazioni culturali, avvenimenti passati o presenti, incontri e scambi che sono oggetto di continua analisi e riflessione. E’ proprio sulla diversità dei linguaggi teatrali che si basa la ricerca formale della compagnia, indirizzata ad indagare i diversi aspetti sul comunicare in teatro. La parola, il movimento, la musica, il ritmo, la danza sono elementi costitutivi dello stile della compagnia.  E’ dunque dall’incontro tra esperienze umane e professionali diverse che, fin dal suo nascere, il Teatro Blu ha intrapreso un percorso attraverso il quale esplorare e sperimentare diverse forme di comunicazione. Il teatro è un delicato equilibrio tra artista e spettatore, il primo dei quali mette in gioco la propria esperienza e sensibilità attraverso quello che vorrei definire un gioco adulto; è così che si sono stretti negli anni legami molto intensi tra tutti i professionisti che hanno, con la loro capacità, creato “l’anima” di Teatro Blu.  La sua ricchezza è legata ad un divenire costante di ricerca e confronto tra diverse anime, spesso legate anche al di fuori del circostanziato tempo di lavoro, che ha generato una realtà fortemente condivisa da tutti noi, un corpo unico che si esprime attraverso codici comuni.

Così sorprende noi stessi, prima di chiunque altro, quando nel lavoro di ricerca, creazione, e rappresentazione, le nostre molte diverse esperienze concorrono nel trovare una poetica comune, un’ armonia di azione, una comunione di intenti e  l’intonazione giusta che rende lo spettacolo un piccolo magico universo di emozioni. In una società che negli ultimi anni ha modificato sostanzialmente le dinamiche relazionali, il nostro obbiettivo si è costantemente mosso in tutte le direzioni alla ricerca di quel prezioso meccanismo che, nel teatro come in ogni forma d’arte, muove la curiosità, la fantasia, l’emozione di uno spettatore che risulta spesso vittima di un troppo invadente e avulso strumento informativo.  Nel corso del tempo la nostra attenzione si è concentrata su temi che, in completa sintonia con le persone che con noi collaborano, fossero in qualche misura specchio e testimonianza, denuncia e riflessione circa il divenire della nostra società. Nascono così nel corso di questi anni molti spettacoli che, rivolgendosi ad un pubblico giovane, fossero capaci di creare possibili nuove associazioni tra un singolo pensiero e la molteplicità della visione più universale. Gran parte del lavoro del Teatro Blu è stato indirizzato quasi naturalmente verso tematiche sociali e umanitarie, quali: la povertà, la salute, l’ ambiente, la consapevolezza del proprio ruolo nella società, l’ integrazione sociale, la difficoltà di comunicare tra genitori e figli, il bullismo o nonnismo e la costante ferma attenzione  circa il tema della pace e della sua difficile ricerca e realizzazione. Il nostro sguardo è costantemente teso verso la realtà contingente,  verso tutto ciò che succede sia sul piano sociale sia su quello umano. Si parla, si legge, si ricerca ed emerge un tema comune. Si sente un’ urgenza, una sirena che si eleva e che ci mette in uno stato di ascolto e di vigilanza. Scegliere un tema presuppone un sentire comune, un entusiasmo, una rabbia, solitudine e sofferenza. Molte volte ci si trova in un vicolo cieco; non cadere in luoghi comuni è un lavoro quotidiano, per questo la messa in discussione ha un ruolo rilevante nel processo di lavoro. Cerchiamo di non arrivare mai in sala prove con buone idee che spesso si rivelano le peggiori,   ma con una buona predisposizione dell’ anima, un’ apertura totale e senza pregiudizio.  Ci può capitare di rimanere ore immersi nel silenzio, cercando a volte uno sguardo illuminato capace di disegnare nuovi orizzonti. Credo siano questi gli attimi preziosi a cui fare riferimento, piccole luci a cui aggrapparsi per incominciare a tessere le trame di una nuova storia da raccontare. Il lavoro è  silenzio,  tempo, ricerca del vuoto e  non dell’idea, ricerca della sensazione e  non della parola, di quel “non so cosa” che si spiega da sé,  ricerca di quella dimensione invisibile ed “insonora”  che penetra la pelle  e che fa brillare il carbone fino a confonderlo con il diamante, capace di far “sentire” l’inspiegabile, capace di farci trovare quella corda che se suonata fa vibrare le anime accomunandoci, facendoci sentire uguali nel profondo, facendoci sentire parte e non più spettatori.  Quando questo accade la percezione sembra palpabile  e da quel momento le prove di uno spettacolo diventano incontro non più tra attori, autore, regista, scenografo, tecnico e musicista ma incontro tra naufraghi in uno stesso mare.